Gelosia ossessiva
Quando si parla di gelosia si pensa subito a un’emozione patologica e sbagliata. In realtà esiste anche una gelosia sana, normale, che è quella che si prova quando una minaccia reale mina una nostra relazione affettiva (sentimentale e amicale). In questo caso l’emozione di gelosia è comprensibile e accettabile, visto che la paura di perdere l’altra persona è reale e tangibile.
Molto più complesso e problematico è se tale gelosia si attiva in assenza di una minaccia reale e/o se fa agire la persona che la prova in un modo aggressivo e violento, a livello verbale e/o fisico.
In questo articolo cercheremo di esaminare nel dettaglio quando avviene questo passaggio dal normale al patologico, quali sono le cause e i sintomi di una gelosia opprimente, come potersi comportare nel caso si subisca e, per chi la sperimenta, come potersene liberare.
Cosa si nasconde dietro la gelosia?
Nella vita di tutti i giorni può capitare a tutti inconsapevolmente di coprire un’emozione che disturba con una completamente opposta; per esempio, quando una persona ha paura è possibile che quella paura venga coperta dalla rabbia. Insomma, si urla quando in realtà si vorrebbe piangere. Nello stesso modo, è possibile che la persona che sta provando una gelosia ossessiva, in realtà la stia coprendo con un’altra emozione: la paura della perdita.
La teoria dell’attaccamento spiega molto bene come la paura di essere abbandonati, probabilmente, dipende da una paura provata nell’infanzia verso le figure di riferimento, solitamente i genitori, che non hanno accolto adeguatamente il desiderio del bambino di sentirsi amato e voluto. Da qui potrebbe derivare, nell’adulto, la paura che il partner faccia lo stesso.
Quando la gelosia diventa patologica e rovina i rapporti?
La gelosia diventa patologica quando diventa invalidante all’interno di un rapporto. Se la persona inizia a sperimentare quel tipo di gelosia ossessiva, è verosimile che alla basa di ciò ci sia un disturbo psicologico. Infatti, nella maggior parte dei casi la gelosia rientra sotto lo spettro dei disturbi ossessivo-compulsivi, dove il controllo diventa l’elemento centrale. Il controllo del partner, le continue domande su dov’era e con chi era, il controllo del telefono, il rimuginio costante sul possibile tradimento, il divieto di fare o vedere certe persone, ecc.
Tuttavia, è possibile pensare alla gelosia come sintomo di altri disturbi psicologici: essere sotto effetto di sostanze/alcol può innescare un pensiero paranoico (il più delle volte transitorio) sul tradimento del partner, soffrire di una grave forma di depressione potrebbe spingere la persona a credere che il proprio partner cerchi “di meglio”, nel disturbo borderline di personalità la persona potrebbe temere l’abbandono del partner così tanto da proiettare sul partner stesso il desiderio di cercare un’altra persona.
Così come il partner potrebbe essere visto come infedele se una persona soffre di dipendenza affettiva, o se il partner diventa oggetto di proiezioni paranoiche nei pazienti con un disturbo delirante.
Si può concludere sottolineando che la gelosia, quando diventa ossessiva e patologica, in realtà è un aspetto di una struttura personologica sofferente e che trova nella gelosia una manifestazione della sua patologia.
Come riconoscere la gelosia ossessiva?
Ciò che distingue la gelosia normale, dalla gelosia ossessiva è la pervasività della gelosia stessa. Per essere considerata “ossessiva” deve essere vissuta come intrusiva, eccessiva, immotivata, dannosa. Il sospetto e la paranoia diventano tratti determinanti, in quanto la persona gelosa è attanagliata dall’incertezza del tradimento e dal costante dubbio.
Inoltre, quanto appena descritto, comporta una compromissione all’interno della coppia così forte da non riuscire ad essere in nessun modo criticabile con un confronto aperto o anche con una rassicurazione. Come teorizzato da Freud (1922, “Alcuni meccanismi nevrotici della gelosia, paranoia e omosessualità”), la gelosia patologica può essere vista come un meccanismo di difesa o come una forma di paranoia.
Nella “gelosia proiettata” la persona gelosa utilizza la proiezione – meccanismo di difesa arcaico – per proiettare sul partner la propria spinta pulsionale verso un comportamento infedele o trasgressivo inaccettabile, che diventa invece accettabile se proiettato sull’altro. Viene quindi proiettato sul partner il proprio desiderio di infedeltà. Ciò rende più tollerabile quel desiderio di tradire, che comporta inadeguatezza, e che spinge la persona a concentrarsi sulla infedeltà del partner.
Nella “gelosia delirante” invece, prende forma una vera e propria paranoia, scatenata dalla rimozione di impulsi omosessuali che sono considerati inaccettabili a livello conscio. Questi impulsi, sostiene Freud, non sono considerati sessuali ma più narcisistici: non c’è il desiderio sessuale omosessuale, ma c’è il desiderio di sanare una ferita narcisistica che la persona gelosa proietta sull’amante del proprio partner.
Come uscire dalla gelosia ossessiva?
Difficilmente la persona che sperimenta una gelosia ossessiva, riconosce questa come un problema da risolvere e quindi sente il desiderio di chiedere l’aiuto di uno psicoterapeuta. È possibile, tuttavia, che siano altre le motivazioni a spingere la persona a rivolgersi a un esperto: un licenziamento, problemi in famiglia, un problema di salute, ecc..
Si apre quindi, per il terapeuta, la possibilità di lavorare anche su questo aspetto e aiutare il paziente prima di tutto a riconoscere la sua gelosia ossessiva. In questo modo si può avere accesso alle emozioni e ai pensieri irrazionali che la alimentano, per poi addentrarsi nel nucleo sofferente che è la vera base della gelosia.
Come si comporta un/a geloso/a patologico/a?
I comportamenti tipici di una persona gelosa in modo patologico possono essere molti e possono esprimersi in modi più evidenti o più latenti: ci può essere un controllo diretto (“tu non puoi uscire”) o una silenziosa manipolazione (“non uscire stasera, resta con me ti prego”). In entrambi i casi la persona gelosa sta cercando di limitare la libertà del partner.
È verosimile che prima di agire sul partner questi comportamenti, la persona gelosa sia già da tempo schiacciata da un costante rimuginio dove i pensieri confluiscono, in maniera ossessiva e ripetitiva, sul tema dell’infedeltà.
Quando il rimuginio diventa ormai ingestibile, la persona gelosa troverà “conforto” solo nel convalidare la sua teoria e quindi sarà importante trovare indizi, prove dell’infedeltà del partner. La strada più semplice è quella di esercitare il controllo sul partner che sarà all’inizio più gestibile (domande, richieste) ma che può, poco dopo, sfociare in violenza verbale (insulti, scenate) e anche fisica.
Come comportarsi con un/una geloso/a patologico/a?
Si potrebbe rispondere a questa domanda pensando che rassicurare il partner geloso sia il modo migliore di comportarsi. Se ciò non fosse abbastanza, si potrebbe pensare che il partner potrebbe evitare tutte quelle situazioni che possono far scattare la gelosia e i sospetti, o che si potrebbe reagire alle scenate con assertività e risolutezza per placare la gelosia ossessiva.
Tutto ciò, purtroppo, non farà altro che confermare nella persona gelosa la sua idea iniziale e alimenterebbe un controllo che non avrebbe più confini. La gelosia ossessiva deve essere vista come qualsiasi altro sintomo psicologico: la persona che la subisce può suggerire al partner di cercare un aiuto professionale, e in casi di pericolo, dovrebbe proteggersi dall’eccesivo controllo che potrebbe sfociare in violenza.
Chi subisce la gelosia patologica?
Quando si parla di gelosia ossessiva, si pensa subito alla persona gelosa, a chi, quindi, agisce la sua gelosia su un’altra persona. Ma è vero anche che se la persona gelosa può agirla, è perché dall’altra parte ci può essere qualcuno che è più recettivo, più permeabile, a questo tipo di comportamento del partner.
La persona vittima di questa gelosia può avere delle caratteristiche che purtroppo ben si adattano al subire il controllo, a subire le limitazioni imposte dalla persona gelosa in modo ossessivo. Chi ha una bassa autostima, chi sente una eccessiva dipendenza dal partner, chi ha già subito qualche forma di violenza o abuso, può essere incline a credere che quel controllo sia in realtà attenzione, che quelle limitazioni siano in realtà premure, che quelle scenate di gelosia siano in realtà una forma di amore.
Quindi è importante riconoscere quali sono gli aspetti che spingono la “vittima” a rimanere in quella condizione di controllo e trovare l’aiuto professionale adeguato.
Come si cura la gelosia patologica?
Come ogni forma di sofferenza psicologica, anche la gelosia ossessiva, deve essere inquadrata e risolta avvalendosi di uno psicoterapeuta che aiuti la persona che ne soffre (o che la subisce) a capirne le cause sottostanti.
In alcuni casi, quando il sintomo della gelosia ossessiva è all’interno di un quadro psicopatologico molto compromesso, può essere utile integrare, alla psicoterapia, una terapia farmacologica prescritta da un medico o uno psichiatra.
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Dr.ssa Valentina Carella - Centro Clinico SPP Milano dell'età adulta