Love Bombing - La metamorfosi del Narciso
Nella Metamorfosi, Ovidio racconta la tragedia di Narciso, un giovane di straordinaria bellezza, figlio della ninfa Liriope e del dio Flumene. Narciso attirò l'attenzione di Eco, una ninfa della montagna che si innamorò perdutamente di lui. Eco, però, era stata maledetta da Giunone, non poteva parlare se non per ripetere le ultime parole pronunciate da altri.
Un giorno, Eco seguì Narciso nel bosco e, quando ebbe finalmente l’opportunità di parlargli, si limitò a ripetere le sue parole. Narciso, vedendo solo una figura misteriosa, la respinse bruscamente. Distrutta dal rifiuto, Eco si rifugiò in una caverna dove, consumata dal dolore e dalla solitudine, divenne solo una voce, un'eco che ripeteva le parole altrui. Narciso, che aveva rifiutato l’amore di molte persone, compreso quello di Eco, si trovò davanti a uno specchio d’acqua. Vedendo il suo riflesso, si innamorò perdutamente della sua immagine, senza rendersi conto che stava guardando il suo stesso volto. Incapace di staccarsi da questa visione, morì consumato dall’amore per la propria immagine. Al suo posto crebbe un fiore, il narciso.
Proprio come Narciso esprimeva ammirazione e adorazione per quella che pensava fosse un’altra persona, così oggi alcune ricerche hanno descritto una dinamica relazionale in cui un individuo tende a "bombardare" il proprio partner con comunicazioni costanti ricoprendolo di attenzioni, affetto e amore. Tuttavia, lo scopo di questi comportamenti non è un amore autentico o il reale riconoscimento delle qualità e delle caratteristiche dell’altro, ma rispecchia il bisogno di controllo e di potere sulla vita della vittima.
Purtroppo, come nella tragedia di Ovidio, anche questi soggetti finiscono per affrontare lo stesso destino: l’eccessiva adulazione e il bisogno di affermazione si trasformano nella "morte relazionale", quando diventa chiaro che l’affetto non è altro che un riflesso dell’amore che uno dei due partner ha per sé stesso.
Questo schema relazionale è stato più volte definito "love bombing", un termine che, pur non essendo una categoria diagnostica, è sempre più presente in letteratura e nei contenuti social, meritando quindi un approfondimento.
Origine del termine
Il termine "love bombing", che letteralmente significa "bombardamento d'amore", è stato coniato negli anni '70 dalla Chiesa dell'Unificazione degli Stati Uniti per descrivere la tecnica usata dalle sette religiose per attrarre e manipolare nuovi membri. Nel 1995, la psicologa Margaret Singer adottò il termine in un contesto diverso, riferendosi alle relazioni tossiche. Da quel momento, il "love bombing" ha assunto un significato più ampio: una tecnica mirata che seduce e gradualmente controlla la vita di una persona.
Sebbene questa modalità possa essere adottata in qualsiasi tipo di relazione (sentimentale, familiare, amicale…), la letteratura scientifica ha confermato un legame tra love bombing e disturbo narcisistico di personalità. Per questo motivo, in questo articolo mi concentrerò in particolare sulle relazioni sentimentali con individui narcisisti.
La dinamica relazionale
La fase iniziale del “love bombing” è spesso caratterizzata da un’attenzione eccessiva da parte di uno dei due partner. Tra i segnali tipici vi sono:
- - dichiarazioni d’amore premature e continue, non supportate da una reale conoscenza reciproca
- - un uso smodato di messaggi, telefonate e altri mezzi per mantenere il contatto
- - attenzioni esagerate e una costante richiesta di impegno che non è proporzionata allo stadio della relazione
- - l’isolamento sociale e l’opposizione a legami esterni alla coppia.
Questa fase di idealizzazione e corteggiamento può evolvere in un brusco cambiamento verso l'indifferenza o la svalutazione. Con il passare del tempo, il partner narcisista tende a diventare più distante emotivamente, creando confusione, insicurezza, senso di colpa e disperazione per la solitudine e l’abbandono, alimentando così la dipendenza emotiva e il bisogno di protezione.
In questo modo, la relazione passa da un’apparente esplosione di affetto, intensa ed emozionante, a un progressivo raffreddamento alternati a momenti di riconciliazione, dove la persona bombardata d'amore si trova intrappolata in una spirale emotiva da cui è estremamente difficile separarsi. È importante specificare che il “love bombing” va distinto da una normale fase di innamoramento in cui è presente una sana forma di idealizzazione reciproca tra i membri della coppia, che, gradualmente, dovrebbe evolversi in una visione più realistica e completa dell'altro, riconoscendone anche limiti e difetti.
Narciso ed Eco
Anche nelle coppie con dinamiche patologiche, entrambi i partner sono coinvolti nel perpetuare il ciclo disfunzionale. Ognuno, attraverso i propri comportamenti e bisogni alimenta il funzionamento relazionale negativo. Mentre il partner narcisista è focalizzato su sé stesso e sulla sua immagine, la vittima del "love bombing" è spesso una persona vulnerabile che si lascia catturare dalla manipolazione emotiva. Pertanto, Narciso ed Eco, simbolicamente, possono rappresentare le due facce di una stessa medaglia.
Il narcisista, (che va differenziato da un narcisismo sano, fondamentale per lo sviluppo individuale) a fronte di una propria fragilità e di un importante deficit relazionale, è incapace di vedere l’altro come una persona separata con bisogni e desideri propri, ma è vissuto come riflesso del suo sé. Questo atteggiamento porta a una costante ricerca di ammirazione e controllo e la relazione diviene uno strumento per soddisfare il proprio bisogno di affermazione.
Dall’altra parte, la vittima del "love bombing" proprio come la ninfa Eco, che non riusciva a esprimersi, se non per ripetere le parole altrui, può trovarsi intrappolata in una dinamica in cui la propria identità viene annullata. La vittima, spesso con delle caratteristiche complementari al partner (che possono essere legate ad un attaccamento insicuro o a esperienze infantili di trascuratezza affettiva), non è in grado di riconoscere ed esprimere i propri bisogni o desideri, vivendo in funzione dell'altro.
Come Eco, che perde la sua forma fisica e diventa solo una voce, la persona coinvolta in una relazione tossica perde progressivamente il contatto con sé, limitandosi a rispondere ai bisogni e alle aspettative del partner, per paura dell'abbandono e del rifiuto.
Conclusione
Va specificato, che entrambi i membri della coppia sono individui che vivono una significativa sofferenza emotiva, faticano nell’entrare in contatto autentico e profondo con l’altro e con sé stessi, trovandosi spesso intrappolati in schemi relazionali disfunzionali che, inconsapevolmente, perpetuano.
Attraverso un percorso di psicoterapia psicoanalitica è possibile esplorare ed elaborare le cause profonde del proprio funzionamento relazionale, individuando gli elementi inconsci, legati alle esperienze primarie, spesso inconsapevoli, per interrompere circoli viziosi di sofferenza che altrimenti risulterebbero difficili da spezzare.
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Dr.ssa Chiara Savini - Centro Clinico SPP Milano dell'età adulta